Ven. Set 20th, 2019

AGGYNOMADI

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Al mare in Albania

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Al mare in Albania, pechè NO ?!?!?

Il titolo di questo post potrebbe essere un pò provocatorio. Probabilmente lo è, non lo è, o in parte. Preferiamo che siate voi a farvi un idea e tirare le conclusioni.

La Donna Bianca sul materassino nella baia di fronte l’isola di Saseno
Certamente l’Albania è una destinazione turistisco-balneare sempre più in crescita. 
Per quanto i pregiudizi potrebbero essere duri a morire, ma quando guardi le foto delle spiagge, delle acque cristalline e soprattutto i prezzi, i pregiudizi cominciano ad avere i primi infarti, le prime ischemie e per “qualcuno” muoiono, peraltri ancora resistono e quindi sopravvivono.
Ma hanno ragione di continuare a vivere questi pregiudizi sull’Albania?

Dobbiamo avere timore ad organizzare la nostra vacanza estiva in questo paese?

Probabilmente si, anche perchè durante una vacanza “estiva” non c’è soltanto il mare, le spiagge ed il prezzo pagato, ma bisogna tener conto di molte altre cose…
Dall’esperienza diretta di aggynomadi e della “Donna Bianca” che l’hanno visitata vengono fuori alcuni tasselli da tenere in considerazione che certamente sono ancora uno strascico (speriamo l’ultimo) di una terra povera e poco ospitale, da cui -fino a qualche anno orsono- si scappava.

Come andiamo in Albania?

Come avrete ben capito, valige in mano, siamo andati a curiosare.

Dall’Italia si raggiunge facilmente, in poco più  di un ora aereo.
Voli giornalieri su Tirana (la capitale) da/per molti aeroporti Italiani con frenqueze ed aeroporti che vengono incrementati durante il periodo estivo.Per chi invece ama il traghetto, anche qui c’è una buona scelta. Partendo da uno dei principali porti Italici adriatico/ionici (ad es. Ancona, Bari, Brindisi) dopo almeno 5 ore di navigazione si possono raggiungere Durazzo o Valona.

Bene, siamo in Albania ed ora, come si va?

Tirana, Durazzo o Valona che sia, non siamo affatto arrivati.

Si, perchè l’oggetto del desiderio: le spiagge ed il mare tanto atteso si trovano nella costa sud dell’Albania. Quella che “inizia” qualche chilometro dopo Valona.

Quattro o due ruote che siano bisognerà spostarsi da una delle tre città nella quale siamo arrivati.
Non ci sono pedaggi autostradali da pagare, ma allo stesso modo le strade non sono all’altezza (a volte: dissestate, impervie, che attraversano centri abitati e così via). Solo alcuni chilometri verso Tirana sono paragonabili ad una vera propria autostrada.

Dove si va?

In un modo o nell’altro siamo arrivati al nostro punto di partenza che avrete capito bene è Valona. E da qui, sull’asfalto dovremo spostarci a sud. Dove si va?

Per quanto la costa sia ora preservata dalle speculazioni edilizie. Certo, non è più come qualche anno fa, quando i pochi viaggiatori tornavano con racconti di chilometri di  spiagge libere punteggiate di pochi ombrelloni e ancor meno turisti. Adesso le spiagge non sono piene, ma certamente più popolate. Specie a Dhermi che è una delle località più belle e frequentate dell’intera riviera albanese. Qui non c’è una vera e propria cittadina, ma diversi chilometri di spiaggia con qualche campeggio spartano e diversi alberghi, una vita notturna piacevole, un buon numero di ristoranti.

IL PARCO NAZIONALE LLOGORAJA
La strada per arrivarci (che inizia subito dopo Valona) merita il viaggio.

Abbandonata la lunga baia di Valona, si risale per i 1.027 metri del passo di Llogaraja, lungo una strada che sale ripida quasi che chi ha progettata non avesse bene in mente come costruire una strada di montagna.

Siamo così all’interno di un parco nazionale creato nel 1966. Tra i pini alcuni ristoranti a bordo strada dove viene servita carne alla griglia (per lo più agnello) ordinato frazioni di chilo ed accompagnato con insalate alla cipolla.

Siamo sulla strada verso quella che è a tutti gli effetti la porta d’accesso al litorale ionico albanese, quello che si estende da Dhërmi fino a Saranda e il confine con Grecia.

Una volta scollinato si apre un paesaggio maestoso: mare blu intenso, montagne brulle che drammaticamente digradano sullo Ionio, pochi piccoli paesi a marcare il territorio e, in lontananza, il profilo di Corfù. Tutta questa parte di costa è un buon posto per fermarsi da uno dei tanti affittacamere. Case decisamente nuove, prezzi convenienti (anche se in agosto salgono), colazioni abbondanti con prodotti localissimi, spiagge libere e mare pulito.

Per chi vuole una cittadina più grande di Dhermi può arrivare fino a Himare, che è l’unico centro relativamente grande della zona.

Per chi è attratto dall’archeologia contemporanea non può mancare la scenografica di Porto Palermo, dove c’è una fortezza costruita da Alì Pasha, acque cristalline, due piccole strutture ricettive isolate e nell’angolo settentrionale della baia, un piccolo porto in disuso che veniva usato dai sovietici per nascondere i sottomarini di stanza nell’Adriatico. Dietro, sulla montagna bianca e brulla, qua e là spunta qualche bunker di cemento armato, testimonianza solitaria della follia dei governanti.

Ancor più a Sud, verso Saranda, le montagne si fanno sempre più irte e le spiagge piccole, ma un angolo di scogliera per stendere l’asciugamano lo si trova facilmente.

Saranda invece è una città turistica a tutti gli effetti, con grandi ed eccessivi albergoni che si affacciano sul mare, spiagge zeppe di ombrelloni, locali che sparano musica stile Ibiza e una densità di persone per metro quadrato di sabbia che è meglio dirigersi altrove, specie se in Albania si è venuti per cercare quiete e spazio.

Certo che una volta arrivati fino a Saranda non fate l’errore di perdervi gli scavi archeologici di Butrinto, con un grande teatro romano e una basilica paleocristiana.

In poche parole: questa era la nostra Albania..!

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