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Le migliori Pizzerie d’Italia

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La classifica della Guida Pizzerie d’Italia 2019 del Gambero Rosso.

Come ogni anno, è tempo di voti per le pizze italiane. La sesta edizione di Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso entrerà a far parte della storia. Dopo le “forchette” per i ristoranti o le “stelle” per gli chef, per la prima volta avremo “spicchi” e “rotelle” (da 1 a 3 a seconda del grado di eccellenza) che prendono in esame tre voci: pizza, servizio e ambiente.
Più di 600 locali selezionati nel belpaese in base a questo criterio: attenzione a farine, prodotti, impasti e lievitazioni. Pizze al piatto e pizze al taglio, ce n’è davvero per tutti i gusti.
E poi i premi speciali: le migliori carte delle bevande, le pizze dell’anno, i maestri dell’impasto, i pizzaioli emergenti. In appendice una sezione dedicata alle migliori pizze italiane nel mondo. La regione con il maggior numero di «Tre Spicchi» è la Campania (13), al secondo posto la Toscana (12); terzo posto per il Lazio con 8 che è regione leader per la pizza in teglia con ben 3 «Tre Rotelle». Da sottolineare anche lo sbarco sul podio per la prima volta della Liguria con Officine del Cibo di Sarzana (La Spezia).

Vediamo allora quali sono le migliori pizzerie per la Guida del Gambero Rosso 2019 divise per categoria.

Pepe in Grani – Caiazzo (Caserta) – Al primo posto con 96 voti nella classifica della pizza tradizionale napoletana lo storico locale del maestro pizzaiolo Franco Pepe e che propone una varietà di pizze farcite esclusivamente con prodotti locali e delle aree circostanti come le olive caiazzane e la celebre mozzarella di bufala campana. Impasto leggero e digeribile, lavorato rigorosamente a mano. In sala è presente anche un proiettore che permette di vedere come lavora il personale. E una sala appositamente studiata per il menu degustazione.

Libery Pizza & Artigianal Beer – Torino – Per la categoria pizza all’italiana, a Torino (91 voti) c’è il regno di Fabrizio Marzo, pizzaiolo attento ricercatore di materie prime d’eccellenza.

Proloco Dol – Roma – Il nome DOL – (acronimo di Di Origine Laziale), nella sua semplice brevità, è la sintesi perfetta di quella che è la filosofia di fondo, ovvero promuovere le numerose specialità regionali, soprattutto in periferia, e diffondere il concetto di filiera corta. Anche Proloco Dol ha avuto 91 voti nella categoria pizze all’italiana.

Framento – Cagliari – Il motto del locale è «le nostre pizze finiscono in un forno ma iniziano in una cucina», a sottolineare l’attenzione riservata alla scelta delle materie prime e degli ingredienti a partire dal lievito madre (in sardo «su frammentu», termine da cui deriva il nome della pizzeria). Nel menu ci sono solitamente 5 pizze classiche e 5 a rotazione in base alla stagionalità, da accompagnare a una selezione di birre artigianali e bollicine (91 voti).

I Tigli – San Bonifacio (Verona) – Per la categoria pizza a degustazione, primo posto con 96. Con l’applicazione di materie prime impeccabili e meticolosa maestria, Simone Padoan ha trasformato la pizza in un finger food raffinato.

Pizzarium – Roma – E siamo alle tre rotelle, che premia la migliore pizza a taglio d’Italia. Con 95 punti si conferma Pizzarium di Gabriele Bonci.

ZenZero Osteria della Pizza – Pisa – Premio speciale per la migliore carta delle bevande allo ZenZero Osteria della Pizza di Pisa. Carta di vini e di birre artigianali di altissimo livello: un po’ come avere una delle migliori enoteche della zona in una pizzeria-osteria, invitando ad accompagnare la pizza con il vino invece che con la birra.
Ciro Oliva – da Concettina ai Tre Santi – Napoli – Premiata anche per la carta delle bevande la pizzeria di Ciro Oliva, nel cuore della Sanità, uno dei quartieri più popolari di Napoli, in cui quattro generazioni di pizzaioli alle spalle non impediscono di sperimentare e fare ricerca.
Battil’Oro Fuochi+Lieviti+Spiriti – Seravezza (Lucca) – Per il premio speciale «Maestri dell’impasto», Gennaro Battiloro, classe 1983, di Torre del Greco, è riuscito a coronare il suo sogno di aprire il suo locale Battil’Oro, nel cuore della Versilia. E sforna pizze leggerissime e gustose.
Pizzeria Salvo – San Giorgio a Cremano (Napoli) – Tra i maestri dell’impasto, figurano anche Francesco e Salvatore Salvo della Pizzeria Salvo di San Giorgio a Cremano, che di recente hanno aperto anche alla Riviera di Chiaia a Napoli, sempre con grande competenza tecnica e servizio puntuale e attento in sala.
Pupillo Pura Pizza – Priverno Fossanova (Latina) – Per i pizzaioli emergenti, Luca Mastracci, dopo aver girato il mondo intero, ha aperto la sua pizzeria Pupillo (come lo chiamavano da piccolo) Pura Pizza a Priverno in provincia di Latina. Menu vario e ben organizzato, con come filo conduttore una fedele mappatura delle specialità gastronomiche regionali e locali, tra verdure bio di produttori della zona, mozzarella di bufala di Amaseno, carciofi di Sezze, olio extravergine DOP delle Colline Pontine, olive itrane.
3 Voglie – Battipaglia (Salerno) – Ed infine, ancora tra i pizzaioli emergenti, nel regno della mozzarella di bufala Battipagliese troviamo Valentino Tafuri, con la sua 3 Voglie di Battipaglia.

Fonte: Gambero Rosso Pizzerie d’Italia 2019

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