PASTICCERIA – Alla ricerca del vero cibo giapponese in Italia, abbiamo partecipato ad un workshop organizzato a Roma per scoprire e preparare due dolci giapponesi molto simili: Ohagi e Botamochi.
Cosa sono gli Ohagi e Botamochi?
Sono i dolci delle feste Giapponesi di primavera e autunno. L’etimologia dei nomi di questi tipi di mochi derivano da Botan, la peonia che fiorisce in primavera e dal trifoglio giapponese (l’Hagi) che fiorisce durante i mesi autunnali.
Entrambi sono considerati sacri ed offerti durante la festa buddista dell’Higan. Ohagi e Botamochi sono molto simili e fatti con riso glutinoso e Anko (la marmellata di fagioli azuki della quale vi avevamo già raccontato in “Cosa nascondono le ricette della Signora Toku“).
Il Botamochi, infatti prevede un ripieno di riso glutinoso avvolto esternamente dalla pasta di fagioli rossi azuki. Durante il workshop, abbiamo preparato l’Ohagi in due versioni: una con copertura di farina di soia tostata ed una ricoperta di semi di sesamo neri, entrambi miscelati con un particolare tipo di zucchero giapponese.
Rispetto ai tradizionali Mochi, Ohagi e Botamochi hanno una pasta di riso meno collosa e certamente più masticabile e deglutibile.
Kinga Kovacs | Esperta in hotel di lusso e ristoranti gourmet








Gli ingredienti per preparare l’Ohagi?
Per fare gli Ohagi e i Botamochi, avrete bisogno di riso glutinoso e di Anko.
Il riso glutinoso è usato nei paesi asiatici per preparare dolci e soprattutto in Giappone per fare dei pasticcini chiamati Mochi e, dopo la cottura, rilascia amido e diventa molto appiccicoso. Se non trovate il “Mochi Kome“, è così che si chiama l’originale riso glutinoso giapponese, cercate un riso che si avvicini alle due principali caratteristiche: essere appiccicoso e glutinoso.
L’Anko è una marmellata molto pastosa realizzata con fagioli rossi azuki giapponesi. Ne esistono di vari tipi, più o meno ruvide e con pezzi di fagioli prodotti sia in Cina che in Giappone. Preparare l’Anko in casa è davvero difficilissimo. Vi consigliamo quindi di acquistre un barattolo di Anko in una rivendita di prodotti alimentari etnici, eventualmente anche on-line. Per facilitarvi le cose, a questo link potrete trovare l’Anko e qui il riso glutinoso.
IL PROVERBIO: Taira Kara Bota-Mochi (un Botamochi cade da uno scaffale) che significa ricevere un colpo di fortuna
La ricetta: come preparare Ohagi e Botamochi?
Dopo aver reperito gli ingredienti di base, la ricetta per fare Ohagi e Botamochi è molto semplice e potrete realizzarla in 4 semplici step.
- Cuocete il riso, a fuoco basso per circa 20 minuti, in una padella antiaderente aggiungendo la stessa quantità d’acqua (ad es. 1 bicchiere di riso e 1 di acqua). Mescolatelo fino a quando i chicchi perderanno la loro forma ed inizieranno ad attaccarsi. Ancora caldo, trasferitelo in un pestello e con un mortaio pestatelo fino ad ottenere una pasta di riso appiccicosa. A differenza dei tradizionali Mochi, dovranno rimanere visibili alcuni chicchi di riso.
- Bagnandovi le mani con dell’acqua, lavorate il riso fino ad ottenere delle piccole polpettine. A questo punto, schiacciatele fino ad ottenere un cerchio di riso grande quanto il palmo di una mano.
- Forma il tuo Ohagi aggiungendo al centro del cerchio di riso una pallina di Anko e, aiutandoti con acqua, produci -a piacere- un dolcetto di forma cilindrica o sferica.
- Date un tocco finale ai vostri dolcetti. Oltreché con le tradizionali coperture che vi abbiamo già indicato, potreste usare polvere di tè verde matcha.
Ohagi o Botamochi – Ancora una precisazione!
Come ogni dolce, ci sono diverse scuole di pensiero. C’è chi dice che i dolcetti, a seconda del nome, prevedano una differente pasta di Anko. Chi ancora, come da noi interpretato, che l’OHAGI abbia il cuore di Anko. Altri invece, sostengono il contrario e mille altre verità si susseguono da una prefettura all’altra del Giappone.
Una cosa è certa: vi abbiamo elencato gli ingredienti di base e come preparare Ohagi e Botamochi. Per assemblarli, seguite le nostre indicazioni o, se preferite, altre interpretazioni o la vostra fantasia, saranno comunque buoni..!



TAGs: #Ohagi #Botamochi
Fonte e foto: AN Web Magazine aggynomadi.it – Pubblicato originariamente il 12 set 2019 — OHAGI & BOTAMOCHI – Workshop da Dorayaki a Roma
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